Tributi – compensi – onere della prova

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   La mancata esibizione di idonea documentazione è stata inequivocabilmente avvalorata dall’amministrazione finanziaria con la censura della violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7, commi 3 e 4,  per il mancato esercizio di poteri istruttori ufficiosi da parte del giudice di secondo grado.

In proposito questa Corte ha  affermato più volte un principio   fondamentale secondo cui  a fronte del mancato assolvimento dell’onere probatorio da parte del soggetto onerato ,il giudice tributario non è tenuto ad acquisire d’ufficio le prove in forza di poteri istruttori che gli sono attribuitigli dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7, perchè tali poteri sono integrativi (e non esonerativi) dell’onere probatorio e vanno esercitati, al fine di dare attuazione al principio costituzionale della parità delle parti nel processo, soltanto per sopperire all’impossibilità di una parte di esibire documenti in possesso dell’altra parte (Cass. n. 2847 del 2006, n. 10267 del 2005, n. 4040 e n. 8439 del 2004).

Pertanto si è  ritenuto che l’appello andava rigettato in assenza di qualsiasi prova, attese altresì le doglianze generiche in ordine al negato rilievo probatorio della documentazione extra contabile,

 

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