Genitore separato non paga l’assegno per i figli

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Avrebbe evaso al Fisco, per anni, decine di migliaia di euro. Introiti reali cinque volte superiori a quelli dichiarati. Dal  90 al 2003 tutto prescritto. 

Stanca di non ricevere neppure quei 700 euro che il giudice civile aveva imposto al marito di versare, dopo la separazione, per i due figli che con lei vivevano, la moglie di un gondoliere si è presentata alla caserma della Guardia di finanza con le piccole agendine dove il marito, anno per anno e giorno per giorno, segnava gli incassi quotidiani. Per le «fiamme gialle» è stato un gioco da ragazzi: con una calcolatrice hanno semplicemente addizionato quelle cifre e, alla fine, per gli anni 2003, 2004 e 2005 hanno scoperto che quel gondoliere aveva evaso migliaia di euro ogni anno.
Nella denuncia dei redditi per il 2005, ad esempio, aveva dichiarato di aver guadagnato poco più di 11400 euro, stando invece alla sua agendina, ne aveva messi in tasca poco meno di 50 mila. Più o meno lo stesso era accaduto per i due anni precedenti.
In realtà, le agendine che la donna ha consegnato ai finanzieri erano almeno una decina e andavano dalla metà degli anni 90 al 2005, ma gli anni precedenti al 2003 erano ormai prescritti, così, l’Agenzia delle entrate, ora, gli ha contestato una sanzione di ben 103 mila euro soltanto per quei tre anni.
«Attendo ancora quello che mi spetta – spiega lei, una bella signora alta e bionda accanto ai due figli ormai cresciuti – anche perchè i tempi della giustizia non sono certo veloci: da un lato, nonostante il mio ex marito sia stato già mandato a giudizio dal pubblico ministero Emma Rizzato almeno due volte, c’è una terza denuncia pendente, per non avermi pagato neppure quel misero assegno di 700 euro mensili, non è stato ancora processato e dall’altro il giudice civile al quale ho presentato ricorso non ha ancora disposto l?aumento di quella cifra sulla base del reddito accertato dalla Guardia di finanza».
Ci tiene a precisare che non è stato certo per spirito di vendetta che ha consegnato alla Finanza le agendine del marito gondoliere, prima ha cercato di trovare un accordo con l’avvocato di lui: «Sono andata due o tre volte a spiegargli la mia situazione: due figli da tirare sù e non mi dava neppure quei 700 euro al mese, sostenendo che non guadagnava, allora non ci ho più visto e ho deciso per quel passo, non avrei mai voluto. Se lui mi avesse dato quello che il giudice aveva disposto al momento della separazione non saremmo certo arrivati a tanto. L’ho fatto per i miei figli». Tra l’altro, ha ottenuto anche il sequestro di un’imbarcazione a motore dell’ex.
In questo caso gli investigatori si sono trovati la prova dell’evasione in mano. Il controllo non è stato complicato e soprattutto non si è trattato di un accertamento presunto, cioè compiuto sulla base di uno studio compiuto sul guadagno medio che un gondoliere porta a casa ogni anno e quindi discutibile e contestabile. Ma sulla base di una prova, sulla base di conti tenuti dal gondoliere in questione, insomma una specia di registro segreto del guadagno «in nero».
Chi frequenta i pope racconta che tutti tengono un’agendina dove segnano gli incassi giornalieri, poi c’è chi li denuncia tutti e chi solo una piccola parte. Solo così si spiegano le differenze tra i guadagni di uno e dell’altro. La Finanza, come è già accaduto in precedenza, ha avviato accertamenti in grande stile, ma molte di quelle agendine, forse, sono già sparite.

(10 marzo 2009)   FONTE:  Settimanale  L’Espresso  

  

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