Interdizione ad emettere nuove carte di credito

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La Banca d’Italia, a seguito di una ispezione effettuta su American Express Services Europe Limited per valutare i profili di usura,antiriciclaggio nonché per connessione in materia di trasparenza,effettuata a seguito dell’inchiesta del PM Michele Ruggiero della Procura di Trani,ha emesso un giudizio in prevalenza sfavorevole,vietando in via cautelare d’urgenza di intraprendere nuove operazioni di emissione di carte di credito, per carente rispetto della normativa antiusura, a partire dall’11 aprile 2010. A seguito di questo provvedimento storico,seppur tardivo della Banca d’Italia,che interviene come di consueto solo a valle delle inchieste delle Procure, guardandosi bene dal prevenire fenomeni di usura ed antiriciclaggio come sarebbe suo preciso dovere istituzionale, Adusbef che si costituirà parte civile al processo dopo essere stata ascoltata dal Pm Michele Ruggiero il 29 ottobre 2009, ha inviato ai sensi del codice del consumo una richiesta urgente all’Antitrust chiedendo di intervenire su altre società esercenti le carte di credito operanti in Italia che abbiano emesso carte revolving equivalenti per grave pericolo agli interessi economici dei consumatori. In particolare, per le carte revolving è emerso, tra l’altro, che: nella documentazione contrattuale e nella pubblicità il TAEG è indicato pari al TAN, anziché essere calcolato su ipotesi più cautelative (utilizzo integrale dal primo giorno con rimborso in rate di importo pari al minimo contrattuale); l’estratto conto manca dell’indicazione della data valuta delle spese effettuate e del prospetto “scalare”. Per le carte charge, non è indicato il limite di affidamento, variabile in funzione delle spese sostenute il contenuto informativo dell’estratto conto è carente (mancano i prelievi in contante tramite ATM). Per entrambe le carte, gli estratti conto non indicano i tassi di cambio, né eventuali commissioni per la conversione della valuta. In caso di revoca, non sono inoltrati gli estratti conto, non consentendo al cliente la conoscenza dell’evoluzione del debito”.  

FONTE:  Adusbef

 

 

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