Recesso contratto di prestazione d’opera intellettuale

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Il recesso del prestatore d’opera deve essere esercitato in modo da evitare pregiudizio al cliente è questo il principio evidenziato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 9220 del 23 Gennaio 2014, depositata il 23 Aprile 2014. Secondo i giudici il ricorso presentato da una delle parti lamentando tra le altre cose la violazione e la falsa applicazione dell’art. 2237 comma 3 del codice civile, non sussiste in quanto la Corte di Appello ha ritenuto il prestatore d’opera responsabile del danno arrecato alla cliente, la norma richiamata è, appunto, diretta ad evitare al cliente l’eccessivo danno che deriverebbe dall’improvvisa rottura del rapporto, ossia a lasciargli il tempo per provvedere diversamente agli interessi per i quali è stato stipulato il contratto e, in sostanza, costituisce una particolare applicazione del principio di buona fede oggettiva ex artt. 1175 e 1375 del codice civile in quanto il diritto, pur esistente è stato esercitato con modalità censurabili rispetto ad un criterio di valutazione che, nella specie, doveva essere riferito ad un comportamento che trovava la sua tipizzazione nella norma che impone specificamente di evitare pregiudizio al cliente.