Concordato preventivo – Atti fraudolenti del debitore e revoca

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Determina la revoca dell’ammissione al concordato, a norma dell’art. 173 della legge fallimentare, l’accertamento ad opera del commissario giudiziale, di atti di occultamento o di dissimulazione dell’attivo, della dolosa omissione della denunzia di uno o più crediti, dell’esposizione di passività insussistenti o della commissione di altri atti di frode da parte del debitore; indipendentemente dal voto espresso dai creditori in adunanza e quindi anche nella ipotesi in cui i creditori medesimi siano stati resi edotti di quell’accertamento. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza del 26 giugno 2014, n. 14552.