È bancarotta la scissione che distrae i beni dal fallimento

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La creazione di una società a cui sono attribuiti tutti i beni attivi di altra società fallita che non possa soddisfare per intero i propri creditori, integra gli estremi della bancarotta fraudolenta (articolo 216 della legge fallimentare). In questo caso specifico esaminato, i giudici di merito avevano ritenuto colpevole del reato di bancarotta fraudolenta l’amministratore di una Spa nata dalla scissione di una società poi fallita. In particolare  si contestava, all’amministratore, di aver distratto, in pregiudizio dei creditori della Srl fallita, il patrimonio di quest’ultima a seguito dell’assegnazione alla stessa Spa. Lo afferma la Cassazione sezione penale  con la sentenza n. 42272 del 13 giugno 2014, depositata il 9 ottobre 2014.