Circolare del Ministero dell’interno, su negoziazione assistita in caso di separazioni e divorzi

negoziazione assistita
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Leggendo la circolare 19/2014 emanata dal ministero dell’interno, vediamo che il primo punto esaminato è quello relativo al raggiungimento di un accordo a seguito di una negoziazione assistita dai rispettivi avvocati delle parti.
Ebbene dopo aver ricordato che occorre munirsi di un nulla osta o di un’autorizzazione del procuratore della Repubblica o del presidente del Tribunale a seconda che ci siano oppure figli o no il Ministero ricorda l’obbligo di trasmettere l’accordo con il nulla osta o con l’autorizzazione all’ufficiale di stato civile entro il termine di 10 giorni pena l’irrogazione della sanzione amministrativa a carico dell’avvocato inadempiente o ritardatario, con l’aggiunta di un punto, per noi da considerare “controverso”, che l’accordo debba essere trasmesso «da ciascuno degli avvocati», conseguenza frutto di una presunta interpretazione letterale della legge di conversione che ha previsto che ogni parte deve essere assistita da almeno un avvocato.

Separazione e divorzio davanti al Sindaco. Il secondo punto trattato dalla circolare è quello relativo agli accordi di separazione e divorzio (nonché di modifica delle condizioni economiche) che le parti potranno raggiungere direttamente davanti al Sindaco a partire dalla data di oggi 11 dicembre 2014.
Ed è qui che la circolare addiviene ad una interpretazione restrittiva della norma che non soltanto è illegittima, ma, come secondo la circolare gli accordi di separazione e divorzio (che possono avvenire soltanto quando non ci sono figli) non devono contenere «patti di trasferimento patrimoniale» (come previsto dalla legge), aggiungendo anche che la ratio della norma è quella di «escludere qualunque valutazione di natura economica o finanziaria nella redazione dell’atto di competenza dell’ufficiale dello stato civile ed in assenza di specifiche indicazioni normative va pertanto esclusa dall’accordo … qualunque clausola avente carattere dispositivo sul piano patrimoniale, come – ad esempio – l’uso della casa coniugale, l’assegno di mantenimento, ovvero qualunque altra utilità economica tra i coniugi dichiaranti».
Sfugge a questo punto quale possa essere il contenuto dell’accordo di separazione e di divorzio ? quando la normativa prevede esplicitamente che vi sia spazio a «condizioni tra di esse concordate»; mentre le esclusioni degli atti di trasferimento patrimoniale, previste dal dettato normativo, a cui si intende fare riferimento è la possibilità di trasferire beni immobili in sede di separazione e divorzio davanti all’ufficiale di stato civile.

Un ulteriore passaggio che merita attenzione, che potrebbe far considerare la circolare non applicabile in questa parte ed in contrasto con la legge è il punto in cui si richiede la dichiarazione che non vi siano figli (legittima) ma con l’aggiunta anche della frase «anche di una sola parte», creando un errata interpretazione del dettato normativo, perchè la presenza di figli non in comune con il coniuge non è condizione rilevante al fine di escludere la procedura davanti al Sindaco o per ritenere necessaria l’autorizzazione anziché il nulla osta, anche perchè vanno rilevati soltanto i figli naturali e legittimi riconosciuti della coppia.

Per quanto riguarda le procedure ed i costi, la Circolare ricorda due aspetti importanti: il primo è che quando l’avvocato trasmette l’accordo ai sensi dell’art. 6 del DL.132 non è tenuto a formulare un’istanza; il secondo è che nel caso dell’accordo davanti al Sindaco il diritto fisso massimo è di 16 euro.
Mentre la decorrenza del triennio per il divorzio scatta, in caso di negoziazione assistita dalla data certificata del raggiungimento dell’accordo (circolare n. 16/2014), mentre con riferimento alla separazione davanti al Sindaco decorre dalla data di redazione dell’accordo e non dalla data di conferma.

Leggi il documento:   Circolare n. 19 – 2014