Dichiarazione di fallimento senza definitivo accertamento del credito nè creditori istanti

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Nella sentenza del 17 febbraio 2015, n.3111 la Corte di Cassazione, ribadisce con decisione il principio che, la molteplicità di posizioni creditorie non è subrequisito dello stato di insolvenza, essendo sufficiente, per la dichiarazione di fallimento, anche un solo debito cui l’imprenditore non sia in grado di far fronte con mezzi normali di pagamento.
La pretesa necessità di una pluralità di creditori istanti per la dichiarazione di fallimento collide radicalmente con la lettera dell’art. 6, comma 1, della legge fallimentare, che prevede la dichiarazione di fallimento anche a seguito del ricorso di un unico creditore, purché al relativo debito l’imprenditore non sia in grado di far fronte con mezzi normali di pagamento, manifestando lo stato di insolvenza dell’impresa. Nel caso di specie, la Suprema Corte, rigettando il ricorso, ha confermato la pronuncia impugnata con la quale la corte del merito aveva a sua volta rigettato il reclamo avverso la sentenza dichiarativa del fallimento pronunciata a carico di una società di capitali.