Decreto Giustizia : nuove misure in materia fallimentare, civile e Processo civile telematico.

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Nella Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2015 è stato pubblicato il decreto legge n. 83 del 2015, (c.d. Decreto Giustizia) che reca aggiornamenti e modifiche alle norme in materia civile, fallimentare e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria. Tra le principali novità si segnalano:

Processo civile telematico:

Il decreto. n.83 del 2015 attribuisce valore legale al deposito con modalità telematica degli atti introduttivi dei procedimenti di cognizione e di volontaria giurisdizione, quando sono effettuati dal difensore o dai dipendenti pubblici, con la posibbilità di scelta facoltativa del processo civile telematico, che diventerà obbligatorio a decorrere dal 1° gennaio 2017.

Credito nelle crisi aziendali:

Per aumentare le possibilità di piani di risanamento d’imprese in crisi, il Tribunale può autorizzare finanziamenti interinali, sentiti i creditori principali, anche nel caso di concordato in bianco e in via d’urgenza anche senza attestazione di un professionista.

Concordato Preventivo

Apertura alla concorrenza nel concordato preventivo con le offerte concorrenti: per l’acquisto dei beni possono essere presentate offerte concorrenti, dal debitore e da terzi, purché migliorative e comparabili, per evitare la svalutazione abusiva del patrimonio.
Il concordato preventivo può essere presentato anche dai creditori quando la proposta del debitore non prevede la soddisfazione di almeno il 25% dei crediti chirografari, purché si tratti di proposta migliorativa. In questo modo si favorisce l’immissione di nuovi capitali nell’impresa in crisi e la corretta valorizzazione del patrimonio del debitore.
Nomina del curatore fallimentare: Il curatore fallimentare deve essere in grado di completare i propri adempimenti entro i termini, pena la revoca, la sua figura viene distinta da quella del commissario giudiziale e le due vengono rese incompatibili e si garantisce la terzietà del commissario e si riducono i tempi delle procedure di fallimento.

Ristrutturazione dei debiti

L’accordo di ristrutturazione dei debiti può essere concluso con il 75% dei creditori finanziari, se rappresentano almeno la metà del debito, fermo l’integrale pagamento dei creditori non finanziari (es.imprese fornitrici di beni e servizi).

Operazioni di vendita

Tali operazioni sono rese più rapide per migliorare il valore realizzato, scegliendo la gestione prioritaria per via extra giudiziale, alle modalità di determinazione del prezzo di vendita, ai criteri di aggiudicazione e ai costi per la pubblicità.

Deducibilità delle perdite

Viene modificata la deducibilità ai fini Ires e Irap delle svalutazioni crediti e delle perdite su crediti degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione introducendo, la deducibilità integrale dei componenti negativi di reddito nell’esercizio in cui sono rilevati in bilancio ed incentivando le imprese del credito a dismettere crediti incagliati così da alimentare il margine patrimoniale per la concessione di nuovo credito.

Ricerca dei beni pignorabili

Il creditore, debitamente autorizzato, può rivolgersi direttamente ai gestori delle banche dati (anagrafe tributaria, Inps, Pra), senza attendere il decreto attuativo da parte del Ministero della Giustizia. Pertanto il creditore può trovare informazioni su beni e crediti da sottoporre ad esecuzione, nel termine di un anno, scadenza assegnata per l’adozione del decreto dirigenziale che assicuri la piena funzionalità del sistema.
Inseriti importanti limiti alla pignorabilità di stipendi e pensioni  (art. 13) e sui prelievi forzosi sui conti correnti nei casi in cui un creditore abbia a che fare con un debitore insolvente.
Questi i nuovi valori:
pensioni: non possono essere toccate fino alla cifra di 672,00 euro al mese (corrispondente al 150% dell’assegno sociale),
stipendi: non possono essere toccati fino a 1.344,00 euro al mese (il triplo dell’assegno sociale).

Pignoramenti immobiliari

Cambia la determinazione del valore dell’immobile pignorato, passando al valore di mercato. Si dovrà pertanto procedere alla stima, calcolando il valore al metro quadro, con le opportune correzioni anche in base alla situazione edilizia, stato d’uso e manutenzione, vincoli giuridici e morosità di spese condominiali. Nella stima dovrà essere evidenziato se c’è possibilità di sanare eventuali abusi edilizi e l’importo annuo delle spese condominiali ordinarie e le eventuali spese straordinarie già approvate dall’assemblea. Si accelerano i tempi per la certificazione ipocatastale va depositata entro 60 giorni. Si accelerano anche i tempi per il giuramento e per la presentazione delle offerte. Inoltre, per ciò che concerne la consegna all’acquirente dell’immobile pignorato, questi potrà entrare nel locale anche se ha ottenuto di versare a rate, purchè presenti una fideiussione a garanzia del saldo.
Di fondamentale rilievo la modifica al codice civile, nel quale, dopo l’art. 2929 è inserita la Sezione I-bis riguardante l’espropriazione di beni oggetto di vincoli d’indisponibilità o di alienazioni a titolo gratuito. In proposito, l’art. 2929-bis c.c. introduce una tutela rafforzata per il creditore in caso di pignoramento, grazie alla revocatoria semplificata. L’istituto introdotto dal decreto legge in questione fa sì che il creditore ove si ritenga pregiudicato da una donazione, da un fondo patrimoniale, da un trust ovvero da un vincolo di destinazione in genere, possa iniziare l’esecuzione forzata indipendentemente dall’ottenimento di una sentenza dichiarativa d’inefficacia del trasferimento (revocatoria). Il giudice potrà emettere una sentenza di rigetto delle ragioni del creditore quando ormai, per esempio, l’immobile del debitore sia già stato venduto all’asta. La nuova legge di fatto introduce una presunzione secondo cui gli atti sopra indicati siano stipulati in frode al creditore, con una lesione sia del diritto di difesa del debitore, sia del terzo che abbia eventualmente ricevuto tali beni, limitando fortemente la difesa di questi ultimi posto che essi non sono ammessi alla causa ordinaria, con tutte le garanzie ad essa correlata ma solo all’opposizione all’esecuzione con motivi circoscritti a: l’esistenza del pregiudizio e la conoscenza in capo al debitore del pregiudizio medesimo. Per poter opporre al debitore il pignoramento, il creditore deve trascriverlo entro un anno dalla data di trascrizione dell’atto di trasferimento del debitore. Da ciò deriva la perdita di efficacia degli atti di cessione, di donazione, ovvero di costituzione di fondo patrimoniale, trust e vincoli in genere, che sono da ritenersi “sospesi” sino al termine dell’anno dalla loro trascrizione. Infine è da rilevare che, decorso l’anno, il creditore ha pur sempre la possibilità di agire con l’azione revocatoria ex art. 2901 c.c.: ciò significa che deve prima ottenere la sentenza dichiarativa dell’inefficacia e, soltanto dopo, potrà iniziare le azioni esecutive.

Il portale internet unificato, gestirà tutta la pubblicità legale sulle vendite giudiziarie e consentirà a tutti gli interessati di acquisire le informazioni relative alle vendite giudiziarie nell’ambito di un’unica area web gestita dal Ministero della Giustizia, superando la frammentazione con la pubblicazione degli avvisi di vendita per ogni singolo tribunale. Il decreto legge introduce anche un contributo a carico del creditore procedente di 100 euro per ciascun atto esecutivo che potrà essere adeguato ogni tre anni in base agli indici Istat, per la pubblicazione sul portale delle vendite pubbliche degli atti esecutivi riguardanti beni immobili o mobili registrati.
La pubblicità sul portale internet e ove questa non venga effettuata nel termine stabilito dal giudice, quest’ultimo deve dichiarare con ordinanza l’estinzione del processo esecutivo. Tale pubblicità dovrà essere effettuata a cura del professionista delegato per le operazioni di vendita o del commissionario o, in mancanza, dal creditore procedente. Ove la pubblicità riguardi beni immobili o beni mobili registrati, la pubblicazione non potrà essere effettuata fin tanto che non sarà fornita la prova dell’avvenuto pagamento del contributo per la pubblicazione.