Risoluzione delle controversie in modo extragiudiziale

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Il 3 settembre 2015 è entrato in vigore il decreto legislativo 6 agosto 2015 n. 130, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 19 agosto 2015 n. 190. il quale contiene la regolamentazione delle procedure volontarie di risoluzione extragiudiziale delle controversie, in via telematica, nazionali e transfrontaliere, tra consumatori e professionisti residenti e stabiliti nell’Unione europea attraverso l’intervento di un organismo, chiamato Adr, che propone una soluzione o riunisce le parti al fine di agevolare una soluzione amichevole.
La nuova normativa introdotta integra e modifica il Codice del consumo (decreto legislativo n. 206/2005): precisamente, con l’articolo 1, commi 1-3, l’articolo 141 viene sostituito e vengono inseriti altri nove articoli (dall’articolo 141-bis all’articolo 141-decies).
Pertanto entrano nell’ordinamento giuridico anche gli organismi ADR, i quali proporranno la risoluzione delle liti consumeristiche attraverso una procedura Adr e a tal fine dovranno essere iscritti negli appositi elenchi istituiti presso ciascuna Autorità competente per le diverse materie. Le Autorità individuate sono il ministero della Giustizia, unitamente al ministero dello Sviluppo economico, per la mediazione in materia di consumo, la Consob per le controversie insorte tra investitori e intermediari per la violazione da parte di questi degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas, il sistema idrico (Aeegsi), l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e la Banca d’Italia per i rispettivi settori di competenza.

Tutti i sistemi di Adr dovranno uniformarsi a principi fondamentali e sono quelli tesi a rendere tali procedure di risoluzione alternativa delle controversie indipendenti, imparziali, trasparenti, efficaci, rapide ed eque». Si prevede per questi procedimenti una durata massima di 90 giorni e dovranno essere gratuiti o disponibili a costi minimi per i consumatori.
Un punto nodale del decreto prevede che le parti potranno partecipare alle procedure Adr senza obbligo di assistenza legale e le parti dovranno essere informate del fatto che non sono obbligate a ricorrere a un avvocato o consulente legale, ma che possono chiedere un parere indipendente o essere rappresentate o assistite da terzi in qualsiasi fase della procedura.