Accesso con inganno in un domicilio, fa scattare il reato di violazione di domicilio

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Secondo la Corte di Cassazione, sezione V Penale, con la sentenza n. 46460 del 23 Novembre 2015, scatta il reato di violazione di domicilio, quando si ci introduce nel domicilio altrui, contro il volere del proprietario utilizzando la forma dell’inganno. Tanto per fare un esempio, l’esattore di una società di recupero crediti che si finga di essere un ufficiale giudiziario ecc.; Ed anche qualora il soggetto sia mosso da intenzioni illecite ignote al proprietario di casa, perché in tal caso è implicita la contraria volontà di quest’ultimo dall’accettare, dentro la propria abitazione, il malintenzionato. Peraltro l’accesso realizzato con l’inganno, l’uso di espedienti e di raggiri per introdursi in un’abitazione implica la volontà di sottrarsi al diritto del proprietario di escludere l’estraneo dall’abitazione.