Modifica al Codice del Terzo Settore

Giovedì 2 agosto 2018 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto correttivo riguardante il Codice del Terzo Settore (decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117), rispettando i termini previsti. Questo Decreto Legislativo introduce disposizioni integrative e correttive, in particolare i tempi per adeguare gli statuti degli enti del Terzo settore al nuovo quadro normativo passano da 18 a 24 mesi.

Onlus, organizzazioni di volontariato, organizzazioni di protezione civile e associazioni di promozione sociale avranno tempo fino al 3 agosto 2019 per adeguare i propri statuti in base alle nuove regole del Codice del Terzo settore (tra cui l’aggiunta della denominazione “ente del Terzo settore o l’acronimo ETS”, la modifica del numero dei soci e la definizione delle aree di intervento).

Il provvedimento prevede inoltre una serie di chiarimenti sull’iscrizione degli enti al Registro Unico Nazionale e al Registro delle Persone Giuridiche, ma anche sul numero minimo di associati necessario per la permanenza di una associazione di promozione sociale o di una organizzazione di volontariato all’interno di questi registri.

Tra le modifiche approvate c’è la promozione del volontariato dei lavoratori subordinati, per favorire l’attività volontaria: per i lavoratori subordinati che vogliano svolgere attività volontaria in un ente del terzo settore si ripropone la possibilità di flessibilità oraria o di turnazione, concordata con l’azienda o prevista dagli accordi o dai contratti collettivi.

Con la modifica dell’articolo 31 si allarga, inoltre, la platea dei potenziali volontari: un’Organizzazione di volontariato (OdV) può essere composta da almeno 7 persone fisiche o da altre OdV (almeno 3) ma finora ai volontari associati a quest’ultime non era possibile prestare attività all’organizzazione “madre”. Con la modifica “avvalendosi prevalentemente dell’attività di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti associati” questo vincolo viene sciolto e si allarga la platea di potenziali volontari. Nei casi di modifiche alla base associativa delle OdV si allungano i tempi per adeguarsi alla normativa: si da tempo un anno alla OdV o APS che vede ridotto il numero di associati oltre quello richiesto dalla legge per reintegrarlo, senza essere cancellata dal registro unico nazionale. Con la modifica all’articolo 34, invece, si allarga ad altri enti di terzo settore o senza scopo di lucro anche la possibile base associativa delle organizzazioni di volontariato.
Inoltre, gli enti non profit riceveranno il contributo statale per l’acquisto di ambulanze, autoveicoli per attività sanitarie e beni strumentali (art. 76), anche nel caso di donazione di tali beni alle strutture sanitarie pubbliche da parte delle organizzazioni di volontariato, così come era previsto nella legge 342/2000.

Nel decreto sono,presenti chiarimenti per la gestione delle attività di interesse generale esercitabile dagli enti di terzo settore, tra cui l’inserimento della tutela degli animali, la definizione delle scritture contabili e del bilancio che riguardano le “attività diverse” da quelle generali, sul ruolo degli organi di controllo interno nella gestione dell’accesso al registro nazionale del terzo settore, chiarimenti sulla rendiconto per cassa, titoli di solidarietà, legislazione sul Dopo di Noi. Il decreto contiene una serie di indicazioni per garantire la trasparenza amministrativa sia per gli enti pubblici che per gli enti di terzo settore.

Per tutti i dettagli dovremo aspettare il testo del decreto.